Educare al Patrimonio Culturale

luglio 2024 Scalpendi Editore s.r.l.

I fondamenti, le storie e le persone, verso nuovi orizzonti.
a cura di Michela Valotti


con la collaborazione di 
Cecilia De Carli e Danilo Zardin

La pubblicazione si configura quale esito della giornata di studi, tenutasi lo scorso 29 maggio 2023, in Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano. Promosso dal CREA-Centro di ricerca per l'educazione attraverso l'arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei,in occasione della ricorrenza dei vent'anni del master in Servizi educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive, la giornata di studi ha avuto lo scopo primario di avviare una riflessione sul proficuo percorso formativo intrapreso, condividendo, con relatori qualfica del settore, le teorie e le pratiche connesse all'educazione al patrimonio culturale, in una prospettiva di aggiornamento e rilancio.
Il volume, che ne tiene traccia, intende rispondere da un lato alla necessità di documentare l'evento, dall'altro si propone l'ulteriore finialità di offrire un contributo qualificato dal punto di vista della formazione, nell'ambito dei servizi educativi dei musei, nel mutato contesto culturale italiano.


Disseminazioni - Studio d'Arte del Lauro, Milano

2025 Tipografia La Grafica - Piacenza

Mostra a cura di Cristina Sissa

 


Jonico, Shocases Gallery, Varese

2025

Mostra a cura di Franco Crugnola

 


Per Arte Ricevuta - Chiesa di Sanra Maria della Gioia, Varese

2025 TraRariTipi

Centenario della nascita di Padre Costantino Ruggeri

a cura di Debora Ferrari


Se i miei occhi dipingono

2024 IFC Unipolsai

La mia pittura nasce da un entusiasmo primordiale e in una condizione di continua attrazione fatale.Sono affascinato da due fattori che hanno fortemente influenzato la mia ricerca. Tutti i miei perimetri disegnano il mondo maschile, mentre ogni superficie dipinta è dedicata all’inviolabilità della sfera femminile (Icona). Ho 72 anni, 52 dedicati interamente alla pittura, la mia quinta stagione.Una vocazione assecondata tra fantasia e ragione...e oggi sono qui con una mostra all'interno di un luogo di lavoro. Non mi era mai successo prima!!! Tra desk e pc le mie opere hanno trovato casa.L'esposizione parte da sotto con IL TUONO DELLE MANI, TERRE CONTINUE, TERRA TERRA, CASSAFORTE E RIBELLI ATLANTICI. Salendo poi le scale sfiorando i miei ATELIERS APERTI e gli ANGOLO PRIVATO la vista viene catturata da una particolare teoria di carte dipinte BLU, IN LEVARE, IL COLORE DELLA PAROLA che ancorate sulla grande parete “cantano” la potenza della luce. Sopra nella sala in piazza ho deciso di installare LE MIE RAGIONI piccola opera a perimetro inquieto che anticipa la presenza delle mie due colonne d'Ercole: DURA LEX SED LEX e HEROES che silenziose hanno il compito di proteggere l'intera installazione.

g.v. 


Le ricette a casa di zio Pierino

2024 Prodigi-Edizioni, Gallarate (Va)

Cosa cucinava un ricercato chef in una agiata famiglia lombarda di inzio 900?

Lo svela un diario dove venivano annotate le ricette per preparare i piatti degni di partecipare agli attuali concorsi di cucina.

Il libro riproduce le pagine integrali del ricettario originale con la trascrizione letterale dei testi, arricchiti da affascinanti disegni di Giorgio Vicentini.


Io Parco Prima Persona Plurale - PARCO REGIONALE CAMPO DEI FIORI

2023 Litografia Valli - Induno Olona (Va)

Sintonie - prefazione di Chiara Gatti

2022 La Casa Editrice Stampa 2009

Quante volte, nella storia dell'arte, il gesto e i colori hanno incontrato parole e versi. Ci sono stati pittori poeti (Marc Chagall) e poeti pittori (Eugenio Montale), autori che hanno scritto e dipinto senza soluzione di continuità (Carlo Levi), oppure dialoghi virtuosi fra maestri di linguaggi paralleli: Charles Baudelaire ispiratore ispirato dalle incisioni di Édouard Manet o, in tempi recenti, Vittorio Sereni altra voce, altri suoni per i sogni di Enrico Della Torre.

Fra tutti, Paul Klee visse in bilico fra le sue anime diverse. Artista, poeta, musicista, tormentato dall'antico dubbio sulla sua vocazione. «Poesia o pittura? - diceva – Dio sa cosa altro vorrei fare. In me certamente ondeggia un mare, perché sono sensibile. È una calamità esserlo, perché dovunque imperversa la stessa bufera, e non c’è un nume che domini il caos».

Giorgio Vicentini, oggi, abbraccia e cita con saggezza questa lunga letteratura della poesia che sposa il segno. E viceversa. Lui, che traccia in punta di pennello lettere spettinate dal vento come onde giapponesi, conosce la sinestesia, la contaminazione fra linguaggi tesi a raccontare la medesima storia. Non stupisce che, scorrendo le pagine di questo libro, i confini fra brani e dipinti siano liquidi. La mente – come direbbero gli studiosi della percezione e dei processi cognitivi – abbina per sua natura espressioni formali diverse qualora si tocchino nelle vibrazioni che emettono a livello inconscio, brachicardico. Lo ha testato Vasilij Kandinskij col suo celebre “suono giallo”, teoria utopica di una sintesi delle arti sublimata in una sfera immateriale dove suoni, colori e movimenti pulsano all'unisono.

Per Vicentini, la parola rosa, la rima acuta, la nota nera, abitano lo stesso luogo, lo spazio della narrazione: qui il sostantivo determina l'inclinazione di una linea sul piano, l'aggettivo accende i toni. Così le parole degli autori raccolti attorno alle sue tavole ne compenetrano il senso, l'umore, il palpito. Dove finisce la poesia e inizia la pittura in immagini come «le tinte polverose», «le scie dei guardrail», «il dorato muto del giorno», «a ridosso del verde»?

La parola “immagine” è, non a caso, sinestetica. Parola-immagine, un ossimoro armonico. La nuda pittura è allora punteggiatura pura, nell'aderenza morbida fra la descrizione e la sua rappresentazione.

Chiara Gatti


Sono qui

2021 Ghiggini 1822

A cura di Eileen Ghiggini testo Giorgio Vicentini


Fondamenta occidentali

2021 Museo Civico Parisi Valle, Maccagno (Va)

A cura di Clara Castaldo


Sorgente Fontana

2019 Università Cattolica - Milano

A cura e testo di Cecilia De Carli

Aula Borsi


Sbarca

2019 Fondazione Emilia Bosis

La Fondazione Emilia Bosis con "S-barca" opera realizzata in sinergia tra i pazienti psichiatrici e gli artisti Giorgio Vicentini, Rocco Forgione, Alessandro Verdi, Gianni Bergamelli, Pier Antonio Volpini e Francesco Daminelli, dissentendo, intende provarci a regalare emozioni

a cura di Pier Giacomo Lucchini


Cattura

2017 Studio d'arte del Lauro

Edizione a cura di Cristina Sissa, testo di Claudio Cerritelli.


Il Sogno della Realtà

2017 Museo Enrico Butti

A cura di Ignazio Campagna, testo di Claudio Cerritelli e presentazione di Federico Masedu


Art Spaces - Nuclear Decommissioning, Science at the service of future generations

2017 La Tipografica Varese s.r.l.

Europian Commission

Joint Research Centre


SEA e MA*GA per l'Arte, Salvatore Lovaglio - Giorgio Vicentini

2016 MA*GA

Catalogo Aeroporto di Milano Malpensa

a cura di Pietro Modiano, Presidente SEA, Sandrina Bandera Presidente MA*GA 

Presentazione di Emma Zanella e Vittoria Broggini

 


La voce della carta

2014 Libreria Carù, Gallarate (Va)

A cura di Anna Carù, testo di Andrea Bortoluzzi


Colore - Monografia

2011 Dalai editore

A cura di Angela Madesani con testi di Cecilia De Carli e Claudio Cerritelli


Visioni e utopie della modernità

2011 Comune di Chiasso Dicastero Cultura - Centro Culturale

A cura di Nicoletta Ossanna Cavadini, testo di Claudio Cerritelli


In Due - Giorgio Vicentini - Giovanna Fra

2009 Galleria Scoglio di Quarto

A cura di Gabriella Brembati, testi di Claudio Cerritelli e Luigi Sansone


Atelier mobile

2009 Nuova Bel-Go s.r.l.

Il sogno dello studente dipinto

2008 Università Cattolica - Milano

a cura di Cecilia De Carli


Qué estas esperando? Il Sogno dello studente dipinto - Mariella Bettineschi - Giorgio Vicentini

2008 NuovaLitoEffe

a cura di Cecilia De Carli in occasione dell'Open Day Open Mind 2008 dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 


Rare Scintille

2006 Grafiche Quirici - Barasso (Va)

Castello di Monteruzzo, Castiglione Olona (VA)

In collaborazione con le gallerie: L'Affiche, Milano, Zucca Art Design, Pesaro, Arte 92 Milano, Arte Moderna Amman, Locarno

testi di Claudio Cerritelli e Vincenzo Accame.

 


Colore Puro

2004 Circolo culturale Seregno della Memoria

A Castello in 7 Scene

2002 Libri Scheiwiller

Prefazione di Marina De Marchi, testi di Riccardo Prina, Claudio Cerritelli e nota di Andrea Bortoluzz

Un pittore a corte

Si inaugura giovedì 28 febbraio presso le sale del Castello di Masnago la mostra dell’artista varesino.

Vent’anni sono passati dall’ultima mostra allestita a Varese, venti lunghi anni che sembrano passati in un batter d’occhio. Giorgio Vicentini è sempre uguale a sé stesso, qualche anno di più ma accompagnato dal suo carattere vulcanico, dalla camicia macchiata di vernice e da un modo di leggere il mondo tutto particolare, dall’alto, dal basso da destra e da sinistra.

La mostra è un omaggio che la città gli attribuisce dopo molte personali allestite in Italia e all’estero ma che lui non ama sottolineare «Quando la direttrice dei Musei di Varese Marina De Marchi – afferma l’artista- mi ha sottoposto l’idea di realizzare una mostra con le mie opere mi ha fatto molto piacere, ma non la vivo come un ritorno. È un lavoro tra i tanti che sto realizzando».

Nato e vissuto a Varese, Vicentini non ha mai abbandonato la sua città, ha lavorato molto fuori da Varese ma è rimasto sempre molto legato al suo territorio «Non sono mai scappato dalla mia città, lavoro molto in altre realtà ma adoro ritornare a casa. Qui conservo la famiglia, gli affetti, le abitudini, il linguaggio, i sapori. Ho un rapporto di andata e ritorno, ed è un continuo andar via per poi ritornare».

Ha mai sognato di cambiare città e dove le piacerebbe vivere?

«Negli ultimi anni sto scoprendo Londra. Mi farebbe piacere viverci per un po’. La percepisco come una città allo stesso tempo ricca di storia e culla della modernità. Da una parte la Regina con la sue tradizioni e dall’altra le avanguardie più nuove. Mi affascina molto».

La mostra presso il Castello di Masnago raccoglie opere molto recenti realizzate tra il 2000 e il 2002. Si struttura in sette allestimenti che rappresentano sette interpretazioni diverse della salita al Castello. L’incontro con la fortezza è vissuta dall’artista nell’emozione più magica che il castello può suscitare. Una contaminazione tra pittura e scultura che invita il pubblico ad attraversare la sale una dietro l’altra e a scoprire cosa si nasconde oltre il muro «Vado al castello senza armi, o meglio con le mie armi. Non sono un cavaliere ma un pittore , mi presento in pace nel luogo di guerra e difesa per eccellenza. Giungo in un castello senza ponte levatoio, senza fossato, senza draghi, ma in un castello in festa».

Vicentini racconta questa sua esperienza con l’entusiasmo proprio dei bambini. Una realtà alla quale l’artista dedica molta attenzione, adora lavorare insieme ai più piccoli e con loro viaggia con la fantasia «Con i bambini sono molto serio. Gioco e mi diverto, non li reputo piccoli e riesco ad avere un rapporto molto bello. I bambini accendono il mondo, per loro è tutto falso o tutto vero, non vivono di compromessi e sono uno spasso». Ai più piccoli infatti Vicentini ha dedicato una intera sala della mostra, un allestimento di dodici mappamondi dove è rinchiuso l’universo di ciascuno, un luogo dove i bimbi potranno giocare, pensare e lavorare tra le opere d’arte».

Come si avvicinato Giorgio Vicentini all’arte?

Mi ero iscritto a giurisprudenza perché volevo fare il criminologo, avevo sostenuto anche diversi esami attinenti all’ambito d’inchiesta. A vent’anni sono stato costretto a partire per il militare ed ho vissuto un periodo piuttosto brutto. Proprio per rifuggire da quella esperienza ho cominciato a dipingere. Il mio carissimo amico Roberto Botto mi insegnò i rudimenti del mestiere, come preparare la vernice, come usare il pennello e così via. Da allora non mai smesso».

Si ricorda il primo quadro?

Certo, lo conservo ancora nel mio studio, è un quadro molto cupo e si chiama “Il bosco del fauno”, vi sono molto affezionato e per me è come un bambino».

Oltre a dipingere cosa ama fare?

Non ho molto tempo libero. Io lavoro sempre anche se non sono in studio. Adoro la poesia e spesso mi soffermo a leggere versi. La parola è un mistero meraviglioso, è bellissima ed ha una potenza incredibile.

Ha mai scritto poesie?

Un tempo ho scarabocchiato qua e là, ma da molto non scrivo più. Preferisco leggere quelle degli altri.

L’ultimo autore letto?

Io leggo di tutto, anche se tu scrivessi una poesia mi soffermerei a leggerla. Comunque uno degli ultimi è Carlo Porta.

Un idea per l’arte sul nostro territorio?

Un museo sulle palafitte. Ci ho pensato molto ed ho fatto molti schizzi dedicati alle palafitte. Mi piacerebbe vedere allestito un museo sul lago, una struttura leggerissima, non invasiva che riporti ai nostri antenati. La modernità del resto è solo il ricordo di cosa è stato prima. Si potrebbe chiamare Palafitta Museum, un luogo sull’acqua, un misto di storia e di contemporaneità.


144 carte nascoste

2002 L'Affiche, Milano

a cura di Adriano Mei Gentilucci, testo di Sergio Vanni


Da Turner a Turrel

2001 Arte92

Il colore, la luce e lo spazio infinito sono i protagonisti delle recenti opere presentate da Giorgio Vicentini, un ciclo di lavori che si ispira alla sensibilità cromatica del grande artista romantico William Turner ed alle opere ambientali dell'artista contemporaneo James Turrell.

a cura di Martina Corgnati


Non ho parole

2000 Università degli studi di Bergamo

a cura di Cecilia De Carli, Biblioteca del Castello Sforzesco, Milano e Dipartimento di Lingue e Letterature Neolatine, Università di Bergamo


Errori Gravi

1998 Fidia Edizioni d'Arte

a cura di Claudio Cerritelli e Simonetta Lux


Le amnesie del perimetro

1996 Vanni Scheiwiller - Arte Moderna Italiana n.111

Prefazione di Vanni Scheiwiller, testo critico di Claudio Cerritelli e fotografia di Roberto Molinari per la mostra paesaggio al Castello di Brunnenburg, Merano (Bz) per il centro culturale Tempo Reale 


Terra Promessa

1994 Libreria Bocca editore

a cura di Luciano Caramel,

Magasin-Centre National D'Art Contemporain, Grenoble 

Studio Reggiani, Milano

Galleria Carzaniga & Ueker, Basilea 

Parlamento Europeo, Strasburgo 


Arte Contemporanea 1 Museo Butti - Viggiu' (Va)

1992

Centoottantagradi

1990 Studio Reggiani

a cura di Luciano Caramel


Me e l'altro da me

1988 Spazio Temporaneo

A cura di Luciano Caramel


Giorgio Vicentini visual artist